sabato 17 settembre 2011

#ANTIBANKS DAY# - 17 SETTEMBRE - OCCUPAZIONE DI PIAZZA AFFARI


Noi cittadini del mondo occuperemo piazza affari, in contemporanea a Wall Street e alle principali borse europee.
Vogliamo protestare contro il signoraggio, che ha ridotto le nostre democrazie in dittature economiche, che ci hanno resi schiavi di un sistema, in cui l’etica e la morale, non hanno più importanza.
Le banche centrali private, stanno commettendo un grosso crimine nei confronti dell’umanità e i nostri governanti ne sono i complici.
Noi cittadini, per pagare il debito pubblico, siamo costretti a vivere condizioni di vita poco dignitose.
Noi protestiamo perché rivogliamo:
- la sovranità popolare
- i diritti sociali che ci stanno negando
- un’informazione libera dalle logiche di potere politico ed economico
L’iniziativa vuole essere anche un momento di sensibilizzazione e comprensione dei problemi economici.
Tutti i gruppi e movimenti, che condividono gli obiettivi, sono invitati ad aderire, diffondere l’evento e partecipare.


La giornata oltre ad avere uno scopo informativo sulle tematiche economiche, vuole diventare un momento di confronto e interazione tra cittadini, da cui far emergere proposte e collaborazioni.
Per garantire il rispetto reciproco ci ispireremo alle regole delle assemblee degli Indignatos spagnoli, per permettere a chiunque lo desideri e si ritrovi nei valori dell’antifascismo, antirazzismo, antisessismo e della non violenza, di poter partecipare attivamente esprimendo la propria opinione o proposta. L’iniziativa è indipendente da qualsiasi organizzazione partitica.


PROGRAMMA:

- ore 11.30 Giulietto Chiesa www.giuliettochiesa.it

- assemblea con tema “controinformazione ed economia”


- assemblea con tema “economia e lavoro precario”

- ore16.00 Salvatore Tamburro http://www.democraziadirettasovranitamonetaria.it/


- assemblea con tema “economia, mafie e spazi pubblici”

- ore 18.30 Moni Ovadia http://www.moniovadia.it/

- assemblea con tema “cultura ed economia”




DOCUMENTO MANIFESTO - ANTIBAKS DAY 17 SETTEMBRE 2011


Noi cittadini che ci siamo riuniti davanti alla borsa di Milano: siamo indignati per la dittatura economica che stiamo vivendo. Vogliamo sottolineare che siamo persone pacifiche, che non hanno nessuna intenzione né provocare le forze dell'ordine, né di creare disordini, ma semplicemente fare le nostre richieste:


1) Chiediamo alla Banca Centrale Europea e alla Banca dItalia (che per il 95% è in mano a private società per azioni) di farsi carico del Debito Pubblico, che hanno generato a nostre spese. Non vogliamo che tale debito gravi sulle spalle dei cittadini. I governi di turno, per mantenere i patti con le banche, vengono obbligati ad effettuare tagli sulla spesa pubblica e ad innalzare le imposte. Il Signoraggio Bancario, ossia la truffa generata da questo sistema finanziario, è il male che vogliamo debellare dalla nostra società.
2) Chiediamo il ripristino della Sovranità Monetaria. Lo Stato deve avere il potere di gestire la propria politca monetaria e di emettere la moneta necessaria al soddisfacimento della spesa pubblica, in modo tale che tutti i beni e servizi utili al benessere della collettività siano garantiti, senza generare nuovo debito. Chiediamo quindi la Nazionalizzazione delle Banche Centrali. Vogliamo che il potere di emettere moneta sia esclusivamente nelle mani del popolo e non in quelle delle banche private. La moneta deve essere di proprietà del portatore.
3) Riteniamo che la politica rappresentativa sia un fallimento, in quanto non è più in grado di rappresentare il volere popolare. In una democrazia è il popolo che deve governare. Chiediamo quindi, che venga dato il giusto potere agli strumenti di democrazia diretta: proposte di legge e referendum. Vogliamo che in parlamento vengano discusse le iniziative popolari. A tal riguardo chiediamo l'introduzione di referendum propositivi e confermativi.
4) Chiediamo che lo Stato come Istituzione garante dei diritti dei cittadini, non subisca direttive da istituzioni sovra-nazionali, non elette democraticamente dalla popolazione (BCE:Banca Centrale Europea, FMI: Fondo Monetario Internazionale, BM: Banca Mondiale, OMC: Organizzazione Mondiale del Commercio, Commissione Europea), nè da altre istituzioni segrete, quali il gruppo Bilderberg o la Commissione Trilaterale .

IN SINTESI chiediamo:

- estinzione del debito pubblico e eliminazione del signoraggio bancario

- sovranità monetaria nelle mani del popolo

- democrazia diretta

- libertà culturale dai poteri economici

venerdì 16 settembre 2011

Intervista ad Anonymous Italia

La rete come strumento di lotta
Intervista di Elena Calafato a due membri di Anonymous Italia (link)

L’oscurità non è priva di luce. Tutt’altro. 
Ha riflessi superiori alle apparenze, come una novella scritta meglio, più completa, affascinante, che spesso fatichiamo a capire. E quella novella ha i connotati della realtà. Dipende da che punto di vista la osserviamo. 
Anonymous è un termine misterioso, quasi inquietante, associato a un gruppo di cyber-terroristi che compiono attacchi informatici, provocando temporanei black-out a siti governativi e non.Ma qual è la verità? Chi o cosa è Anonymous? Per scoprirlo non sono necessarie competenze particolari, conoscenze occulte: basta accedere alla loro chat, aperta al pubblico e libera (una parola chiave per la community). È sufficiente fare quattro chiacchiere con questi ragazzi, uomini e donne di ogni età, per capire quanto sia fiorita una bugiarda mitologia del terrore attorno alla loro attività. Anonymous è un movimento di “resistenza attiva”, composto da persone  impegnate nel perseguire un'ideale che molti, moltissimi inseguono da tempo: la libertà di informazione, soprattutto sulla Rete, che è il più vasto e accessibile mezzo di comunicazione. Non sono i cyber terroristi, né gli hacker che i mass media dipingono. Sono persone comuni (alcune, in effetti, in possesso di notevoli conoscenze informatiche) che hanno deciso di scendere nella piazza virtuale del Web e far sentire la loro voce.Come i movimenti operai del passato che incrociavano le braccia bloccando le grandi industrie; come gli agricoltori che intasavano le autostrade coi trattori a reclamare i diritti negati: sulla rete si dossa (termine derivato dall'acronimo DDoS che sta per Distributed Denaial of Service), ossia si provoca una sorta di black out temporaneo di siti, generalmente governativi o appartenenti a grandi aziende di servizi, con lo scopo di dare un segnale forte e visibile contro chi si pensa possa limitare o manipolare l'informazione e la libertà dei cittadini.
Questo atto si configura, nel sistema giuridico di molti stati, come interruzione di pubblico servizio. Negli Stati Uniti il reato viene punito con la reclusione fino a 25 anni, a cui spesso si aggiungono risarcimenti a cinque zeri. In Italia la pena arriva a un quinto degli USA, più relative sanzioni pecuniarie.Qualcuno sostiene che l'interruzione di pubblico servizio rientri nella cosiddetta gray area, e che quindi tale atto possa considerarsi reato in base alle circostanze e a discrezione di chi giudica. Ed è proprio questo fatto, forse, a consentire che i singoli o i gruppi di attivisti vengano perseguiti più delle grandi aziende, prive di scrupoli nell’interrompere o sospendere i servizi erogati. È noto come esse abbiano più risorse per difendersi dagli “attacchi” della giustizia.
Attraverso questa intervista cercheremo di chiarire chi sono gli Anonymous italiani, e quali sono i loro scopi. (A e P sono i due membri di Anonymous intervistati)
  • Potete illustrare ai nostri lettori quando, come e dove nascono Anonymous, e Anonymous Italia in particolare?
A: Anonymous è nato all'incirca nel 2003, anche se stabilire una data precisa è pressoché impossibile , perché è stato un avvenimento spontaneo e collettivo, lento, graduale. Il movimento si è formato in origine sulla imageabord4chan.org, principalmente dall'arcinota sezione /b/.
P: Anonymous Italia nasce invece nel Dicembre 2010, dopo le pressioni subite da Wikileaks.
A: Sì, su AnonOps è cominciato tutto con Operationpayback, nata come risposta di Anonymous alle pressioni per tagliare i fondi a Wikileaks da parte di Paypal, Masetrcard, Visa, Credit Suisse e altri.
  • Quindi alla base di Anonymous Italia c'è la volontà di dare un segnale contro il tentativo delle grandi imprese di zittire l'informazione “scomoda”?
P: Esatto.
A: Sì, e intendiamo garantire che internet sia liberamente accessibile e privo di qualsiasi tipo di filtri e sistemi di censura. In ogni caso, Anonymous è in costante evoluzione.
  • Più in generale quali sono le idee, o meglio, gli ideali che stanno alla base di Anonymous?
P: Informazione libera, non solo quindi quella scomoda, priva di censure.
A: Crediamo fermamente nei diritti umani, nella libertà di espressione e informazione. Ci battiamo perché ogni uomo sia tutelato dai soprusi di lobby, corporation e governi, a prescindere dal loro colore politico.
  • E in che modo portate avanti il vostro progetto?
P: Non è facile, perché spesso veniamo erroneamente considerati dei terroristi della Rete, e il nostro nome è associato a qualcosa di negativo.
A: Tramite svariati tipi di azioni, dall'attivismo puro all’hacking a fini etici. E poi tramite i DDoS, che sono il nostro sistema di attacco più diffuso.
P: È il più diffuso perché può contribuire chiunque a portarlo a termine, senza avere conoscenze informatiche particolari.
A: Sì, esatto. Noi ci appelliamo a chiunque, non siamo un gruppo elitario.
  • Così avete anticipato la mia domanda, ossia se il gruppo è composto da soli esperti o è una comunità eterogenea.
P: Assolutamente eterogeneo.
A: Estremamente vario sia per età che per credo politico, estrazione sociale, religione e altro ancora.
  • La  vostra organizzazione non ha una struttura gerarchizzata, giusto?
P: Giustissimo.
A: Non esistono strutture di tipo piramidale: niente leader né capi. Esistono utenti veterani e stimati, ma con gli stessi diritti e lo stesso potere decisionale dell'ultimo arrivato.
P: Primi inter pares.
  • E credete che questo sia un metodo organizzativo efficace?
P: Bella domanda. Ha i suoi pro e i suoi contro, ma è l'unico plausibile. E poi, al momento giusto, le forze si uniscono coese.
A: È ciò che ci tiene in vita. Non si può "decapitare" un organizzazione priva di capi. Le decisioni di qualsiasi genere vengono prese collettivamente, e una volta raggiunta una massa critica si traduce in azioni la linea intrapresa.
  • Ritenete che le vostre gesta siano apprezzate dall'opinione pubblica, e di essere compresi nei vostri intenti?
P: Io non credo che oggi, almeno in Italia, l'opinione pubblica sia adeguatamente matura per comprendere il senso dei certe azioni, anche a causa dello scarso supporto dei media, che si limitano a pubblicare le news che ci riguardano senza un minimo di analisi e approfondimento.
A: Dipende. I nostri interventi e soprattutto gli ideali vengono distorti e strumentalizzati. Ci dipingono come cyber-terroristi, criminali il cui unico scopo è impossessarsi dei dati finanziari degli utenti dei siti colpiti per lucrarne. Inutile dire che è falso, non ci interessa danneggiare il cittadino, bensì il contrario. I nostri attacchi sono sempre simbolici e dimostrativi.
  • Ritenete dunque di non ricevere un adeguato supporto?
A: Dipende dalle occasioni, e spesso dalla linea editoriale dei media in questione. Di norma non è interesse dei poteri forti farci apparire come semplici persone che, al pari di manifestati o attivisti fuori dalla Rete, si battono per la tutela dei loro diritti.
P: È sempre un discorso di lobby: le grandi testate non sono lobby free, e noi ne paghiamo le conseguenze. Non solo come Anonymous, sia chiaro, ma a livello dell’intero paese. Non a caso chi approfondisce in misura maggiore le nostre attività sono le testate specializzate.
  • Sul piano strettamente personale, cosa vedete voi in Anonymous? Per quale motivo avete deciso di farne parte?
P: Personalmente non vi sono entrato; semplicemente Anonymous rappresenta al meglio ciò in cui credo. E io credo nella libertà delle idee, dell’informazione senza tagli o censure. Sono qui per questo.
A: Per me inizialmente era una sorta di "Amici Miei Web 2.0", mi sono unito per lo spirito goliardico e dissacratorio. Poi, a seguito dello shift verso forme di attivismo più consapevoli, il mio interesse e la mia partecipazione sono cresciuti considerevolmente.
  • Quindi pensate che Anonymous sia una forma di attivismo efficace?
P: Decisamente sì.
A: Credo anche che Anonymous sia una forza largamente sottovalutata; ne è un esempio Operation Paypal, che sta influendo seriamente sulle stock options di Ebay. Anonymous funziona perché non ha confini geografici ed è di una capillarità impressionante. Inoltre, essendo un’organizzazione decentralizzata e senza volto, non è facile da perseguire.
P: Esatto, Anonymous è soprattutto internazionale, ed è un problema per le varie polizie mettere d'accordo le varie giurisprudenze, già di per se carenti in materia di internet. E questo è un punto a nostro favore.
  • Potete spiegarci cos'è Operation Paypal?
A: Operation Paypal è una campagna di boicottaggio legale, lanciata in risposta alla cooperazione attiva e volontaria da parte di paypal con l'FBI. Paypal infatti ha fornito gli IP di persone che a dicembre hanno attaccato tramite DDoS i suoi asset. Inoltre è una campagna lanciata in risposta alla causa civile intentata da Paypal nei confronti di Mercedes Renee Haefer, un'attivista 20enne di Anonymous, per un valore di 500.000 dollari. È stata arrestata e ora rischia 25 anni di carcere federale, laddove la pena per uno stupratore arriva a soli undici.
  • Di quale reato è stata accusata Mercedes?
A: Interruzione di pubblico servizio, accesso abusivo a sistema informativo, furto di dati sensibili. Le altre accuse devono ancora essere formulate.
  • Un'ultima domanda. Se doveste convincere qualcuno a prendere parte ad Anonymous, cosa direste?
P: Il bello di Anonymous è che non convinciamo nessuno, non facciamo proselitismo. Comunque, se dovessi farlo, parlerei della necessità di dare voce a chiunque, in nome della libertà e della giustizia.A: Free cookies for everyone... also cupcakes! Ovvero: biscotti gratis per tutti...dolcetti compresi! (Ride) A parte gli scherzi, direi che i tempi sono maturi per usare mezzi alternativi allo scopo di conseguire ciò che gli attivisti hanno in mente da tempo.
A. e P.: We are Anonymous, united as one, divided by zero.


Lottano senz’armi contro la disinformazione. Non sono terroristi.Per capirlo basta guardare il murales divenuto il loro simbolo: è pieno di colori, e rappresenta le due facce di Anonymous Italia, ossia Anonymous e Lulzsec. Nessuno che sia mosso dall'odio o dalla rabbia dipingerebbe un mondo così bello e colorato.Hanno fatto propria la massima di Voltaire: "Non condivido quello che dici, ma mi batterò affinché tu possa continuare a dirlo".

sabato 10 settembre 2011

Cercasi Attila!!!

@Attila: fatti sentire barbone, i canali li conosci. Vieni su anonops, oppure vai alla sezione contatti.

domenica 4 settembre 2011

Messaggio da parte di Anonymous Italia® agli utenti del web.

Questo messaggio non è una richiesta disperata di aiuto, tutt'altro: questo messaggio è un invito ad unirsi e combattere per una causa comune, un ideale.
Quest'oggi Anonymous Italia vi chiama a contribuire, a mettere a disposizione di tutti le vostre capacità.
Molti di voi erano dei nostri ed ora hanno abbandonato. Immaginiamo cosa vi ha fatto cambiare idea, magari l'atmosfera del canale principale: son tutti lamer, direte, ma questo non è vero. Saprete che in ogni esercito, gruppo
o comunità c'è qualcuno che può sbagliare. Anche noi di sbagli ne abbiamo fatti, ma chi non sbaglia? L'importante è sempre apprendere dagli errori commessi.
Le persone che credono in Anonymous Italia ci sono, e non sono quelle che dicono nel canale principare "dossiamo questo o quello": sono quelle che lavorano dietro le quinte per il movimento.
Altri penseranno: "sanno solo fare DDoS", ma, come avrete visto, questo tipo di attacchi non ha più senso, e la strategia ora è cambiata.
I primi tempi gli attacchi di tipo Denial of Service avevano lo scopo di attirare l'attenzione su un messaggio, il nostro comunicato,
questo era il loro significato. Di per sè un attacco di questo tipo non è niente se non si colpiscono target essenziali.

Se credete in un ideale, se credete in questa battaglia, se credete in tutto quello che Anonymous rappresenta: fatevi sentire.
Se non volete entrare in Anonops, non fatelo. Per contribuire potete anche formare gruppi di lavoro al di fuori di Anonops.
Non lavorate per noi, lavorate per Anonymous, lavorate per portare avanti un ideale, lavorate per voi stessi e per la comunità.
Da soli possiamo fare poco, in molti possiamo cambiare qualcosa.
United as One, Divided By Zero.

Vi chiediamo solo una cosa, se dovete parlare a nome di tutti (deface o altro), chiedete solo un consiglio a qualcuno
magari piu "anziano" di voi, un operatore di #italy.

We are Anonymous
We are Legion
We do not Forgive
We do not Forget
Expect Us.
Always.

Contatti per qualsiasi cosa:
skar3@hushmail.com
phatelucas@hacari.org


Raggiungeteci in chat:
irc.anonops.li:6667 (+6697 per SSL)
alternativo: irc.anonnet.org:6667 (+6697 per SSL) (in caso di down di irc.anonops.li)
channel: #italy & #opitaly


Twitter:
https://twitter.com/#!/LulzSecITALY
https://twitter.com/#!/anonops_live

Surce: http://pastebin.com/Q0EiRQv5

ANONOPS CHAT IS UP

Anonops UP. Se non riuscite ad accedere su irc.anonops.li, usate 173.242.126.46 o anonops.ddos.mx come server.

venerdì 2 settembre 2011

Banca italiana EPIC FAIL - We are Anonymous #antisec

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Cari navigatori di Internet,
I gruppi Anonymous e LulzSec hanno voluto dare una controllata ad alcune banche italiane offrendo un doveroso e gratuito servizio di sicurezza.
In soli 15 minuti di attivita' di ricerca su una banca presa a "casaccio" con una ricerca su google siamo entrati in possesso del portale della stessa. Come è possibile? Di chi è la colpa? La colpa è di noi cittadini: stiamo offrendo i nostri beni e il nostro denaro a delle società incompetenti. Non è possibile che una banca e ripeto una banca sia "penetrabile" in 15 minuti. Fortunatamente i vostri dati sono al sicuro, noi non siamo criminali e non abbiamo alcun interesse ad appropriarci dei vostri soldi, noi siamo dalla vostra parte. Ma cosa potrebbe succedere se al nostro posto ci fossero stati dei criminali? Ve lo lasciamo immaginare. Non solo dovreste denunciare la banca per l'utilizzo dei vostri dati sensibili non accurato, ma dovreste iniziare a dubitare di queste grandi realtà. Anonymous si prepara per settembre: la stagione di caccia ai cattivi è iniziata.
Noi siamo Anonymous,
Noi non perdoniamo,
Noi non dimentichiamo,
Aspettateci,sempre.
------ Admin Portale ------
Password utente gruppo descrizione
0ed3949cd58f5417c7224e********** l***** 23 S Admin L*** ****I - Cassa di Risparmio di ******* S.P.A
ps:Ci siamo limitati a pubblicare soltanto uno dei tanti account e non cambiare la pagina principale della banca con la nostra immagine di "deface" per non rischiare una strumentalizzazione dell'attacco dai parte dei media, ma sopratutto per mantenere il servizio online senza danneggiare gli onesti cittadini.


http://www.twitter.com/anonitaly || http://www.twitter.com/lulzsecitaly

Appello ai cittadini indignati per la Grande Assemblea Popolare del 10 Settembre

Non è vero!


Non è vero che nulla può cambiare e che le cose sono sempre andate così.



Svegliamoci dal torpore!


Questo mondo è il nostro mondo e sta solo ed unicamente nella nostra capacità di riprendercelo la possibilità di scongiurare la catastrofe che si annuncia all'orizzonte.


Sappiamo che la crisi in cui versa il sistema, oltre a rappresentare un disagio nella vita di ognuno, può essere un'opportunità di cambiamento per tutti noi, a patto di abbandonare l'individualismo, ricompattando il tessuto sociale disgregato, abbracciando il sentimento di indignazione internazionale che sta aggregando la gente in molti paesi da Cile alla Grecia, dall'Egitto alla Spagna ad Israele e oltre.


La logica del profitto a tutti i costi ha posto in secondo piano la felicità dell'essere umano, la paura e l'indifferenza hanno preso il posto della solidarietà.


Per questo il nostro progetto è quello di dare vita ad un movimento assembleare di massa capace di mettere in discussione e trasformare il sistema fin dalle fondamenta.


Tornare a fare politica, fuori dai partiti istituzionali, fuori dai palazzi, fuori dalle logiche di bottega, sempre uguali a sé stesse.


Tornare nelle piazze, riappropriarsi del potere del confronto e della parola, è questa la nostra potenza, al contempo pacifica e rivoluzionaria.


Aspiriamo ad una società che ponga l'essere umano al centro, al posto dell'economia e delle classi sociali, affinché non sia più possibile lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.



Nel nome di principi ispiratori come:




1 nonviolenza “attiva”;


2 assenza di leader ovvero di organi di rappresentanza con poteri decisionali;


3 non affiliazione ad alcun partito, sindacato, bandiera;


Desideriamo proporre un’assemblea in cui:



1 legittimità democratica sarà assicurata dalla partecipazione individuale e paritaria;


2 il processo decisionale è basato sul metodo del consenso e non sulla maggioranza assoluta;


3 è possibile iniziare un confronto su tematiche che saranno in seguito dibattute in apposite commissioni di lavoro.


Con questo appello lanciamo le giornate del 10 e 11 settembre. Saremo

in piazza San Giovanni per sperimentare una grande assemblea e lanciare in

queste due giornate la nostra parola d'ordine: assemblee indignate nei

quartieri e nei luoghi di lavoro!


PARTECIPA!

ItalianRevolution - Democrazia reale ora

http://www.youtube.com/user/democraziarealeora

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